Come curare il cane, interventi di primo soccorso

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Labrador Retriever

Il cane durante l’attività venatoria può incontro a molti rischi di infortuni, vedremo di seguito un elenco di quelli più frequenti e quali sono gli interventi di primo soccorso.

Annegamento e asfissia

In genere tutti i cani sanno nuotare, sopratutto il Labrador ma per stanchezza o eccessiva forza della corrente il nostro cane potrebbe si trovare nella situazione di annegare. In questi casi bisogna intervenire immediatamente: dopo averlo estratto dall’acqua va tenuto a testa in giù per favorire la fuoriuscita del liquido dalla bocca e dalle narici.

Nella stagione fredda deve essere asciugato bene ed avvolto in panni caldi. Se l’asfissia avesse determinato uno stato di morte apparente bisogna praticare la respirazione artificiale esercitando con le mani delle pressioni dolci, lente e alternate sulla cassa toracica muovendo gli arti anteriori in avanti.

Afferrare la lingua con un panno e praticare delle trazioni è un efficace mezzo di respirazione artificiale: le trazioni della lingua devono essere successive, affrettate, ritmiche e continuate anche per lungo tempo.

Colpo di calore e di sole

Come tutti sanno i cani non sudano, o per meglio dire non sono in grado di espellere il calore eccessivo con la traspirazione, pertanto cercano di mantenere la giusta temperatura aumentando la frequenza respiratoria e utilizzando la lingua come “radiatore”.

Precisiamo che per un cane adulto la temperatura normale è circa 38,5°C e quando vengono superati i 39°C si parla già di stato febbrile, ma il sistema di “raffreddamento” nel cane non è molto efficiente e l’animale può andare incontro ad ipertermia, aumento della temperatura corporea, e ad un aumento indesiderato della frequenza cardiaca.

Questi sono i motivi per cui i cani sono molto sensibili ai colpi di calore, pertanto, a seguito di sforzo prolungato, durante l’addestramento ad agosto o le prime giornate di caccia in periodi tradizionalmente caldi e afosi fanno aumentare i rischi di colpi di calore, con conseguenze pericolosissime o addirittura letali.

I sintomi principali del colpo di calore sono comportamenti anomali, affanno e aumento parossistico della frequenza respiratoria, letargia, andatura da “ubriaco” ecc.

Quando sediamo un simile comportamento nel nostro ausiliare dobbiamo intervenire al più presto per riportare gradualmente la temperatura corporea a livelli normali.

Questo si può ottenere praticando impacchi e bagni con acqua fredda, tenendo l’animale all’ombra, bagnandogli la pancia e la zona cervicale. Bisogna fare attenzione all’uso del ghiaccio, perché un raffreddamento troppo rapido potrebbe causare scompensi e persino shock cardiocircolatori.

Se il cane dà segni di ripresa si deve fare attenzione a non metterlo subito in un’auto, soprattutto se è rimasta al sole per molto tempo.

Collasso da freddo

Anche il freddo rappresenta un pericolo per il cane caccia, soprattutto se dopo una giornata di caccia gli mali bagnati e stanchi vengono messi a riposo in lue umidi o all’aria fredda.

In questi casi si parla di ipotermia, cioè quando la temperatura corporea scende anche di poco sotto i valori normali, al di sotto dei 37°C.

In un animale con principio di assideramento si determina stato di paralisi generale accompagnata da una minore eccitabilità dei tessuti e degli organi, specialmente del stema nervoso e del cuore.

La sensibilità del corpo diminuisce a poco a poco, il corpo s’irrigidisce, la respirazione diventa affannosa e irregolare, la respirazione e i battiti si indeboliscono.

Come primo intervento è necessario del caso, asciugare il soggetto, trasportare l’animale in un ambiente caldo, avvolgerlo in una coperta e riscaldarlo gradatamente con delle borse dell’acqua calda senza sbalzi improvvisi.

Ferite ed emorragie

Le ferite sono assai frequenti nei cani da caccia e le cause possono essere le più disparate: ferite da cinghiale, cadute ecc.

In genere le ferite provocano emorragie più o meno abbondanti: in questi casi la prima cosa da fare è contenere le perdite di sangue. Per fare questo si possono utilizzare dei tamponi sterili: le garze vanno benissimo ma si possono utilizzare anche fazzoletti di carta monouso, comprimendo con delicatezza la ferita.

Se la ferita interessa un arto si può applicare un laccio emostatico, avendo cura di allentarlo ogni 5-10 minuti. Anche l’uso di ghiaccio può essere utile per rallentare un’emorragia importante.

Una volta controllata l’emorragia sarebbe buona norma, soprattutto se non è possibile portare il soggetto dal veterinario in poco tempo, cercare di lavare e sterilizzare la ferita.

Se il cane tende a leccarsi la ferita lasciatelo agire perché la sua saliva contiene agenti antisettici, altrimenti fasciate o coprite la ferita con garze sterili o un telo pulito.

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