Selezione del carattere e salute nel Birmano

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Sacro di Birmania

Chi intenda provvedere, anche a livello amatoriale, a dedicarsi all’allevamento Sacro di Birmania dovrà, naturalmente, come inderogabile premessa, amare gli animali.

Allevare questi gattini così docili ed eleganti presuppone, infatti, tante cure, le quali, non possono prescindere, prima di ogni altra cosa, dalla tutela della salute di tutti gli esemplari.

Un gattino ben curato, specie se femmina, avrà maggiori probabilità di dare alla luce un esemplare sano ed esteticamente “a posto”: non tutti sono consapevoli di ciò e, molti, continuano a investire sul risparmio nella selezione del cibo e degli integratori, ed anche nella scelta di accessori, detergenti, spazzole e quant’altro.

In verità, la selezione del carattere passa dalla tutela, prima di tutto, della salute dei gatti destinati all’allevamento Sacro di Birmania: a fortiori, il loro benessere psico-fisico produrrà i “frutti” desiderati.

Come fare ad allevare con cura questi esemplari? Ecco qualche accorgimento utile allo scopo.

Dotiamoci di tutti gli oggetti indispensabili

Chi intenda iniziare ad allevare il Sacro di Birmania dovrà, prima di ogni altra cosa, dotarsi dei seguenti imprescindibili accessori:

  • Cassettina igienica chiusa da tutti i lati ed in plastica;
  • Lettiera;
  • Pettine a doppi denti, larghi e stretti;
  • Tagliaunghie;
  • Cardatore;
  • Gabbietta da trasporto in plastica con i lati chiusi.

Eseguiamo in maniera meticolosa le vaccinazioni

Ogni gattino destinato a far parte dell’allevamento Sacro di Birmania deve essere vaccinato contro le tre malattie infettive che, più di frequente, colpiscono questa razza.

Esse sono:

  • Gastroenterite virale (panleucopenia);
  • Calicivirus;
  • Rinotracheite virale.

Trattasi di un solo vaccino trivalente il cui richiamo deve essere effettuato annualmente dal veterinario.

Diamo i giusti spazi ai gatti d’allevamento

Se è vero che per dar vita ad un piccolo ed amatoriale allevamento Sacro di Birmania non sono necessari grandi spazi, trattandosi di gatti d’appartamento, è altrettanto vero che, esattamente come per l’uomo e per gli altri animali, essi hanno bisogno dei loro spazi, e non vanno privati di una, anche breve, passeggiata in terrazzo o sul balcone.

In un allevamento Sacro di Birmania è preferibile mettere accanto ai gatti, specie ai cuccioli, dei giochini che favoriscono il loro movimento.

L’ideale sarebbe poi, spazio permettendo, lasciarli scorrazzare liberamente, avendo cura che essi non vadano però a ingerire parti di alcune piante quali la stella di natale, la Diephenbachia, il Rododendro le quali risultano nocive alla loro salute.

Il Sacro di Birmania è molto autonomo ed indipendente, può essere lasciato solo senza problemi, a patto di stare attenti a non lasciare alla sua mercé medicinali, nastrini ed oggetti molto piccoli perché potrebbe ingerirli.

Scegliamo in maniera ponderata gli esemplari riproduttori

L’allevamento Sacro di Birmania non può e non deve essere fine a se stesso ma deve mirare a preservare i caratteri, non solo fisici, ma anche comportamentali di questi gatti per loro natura dolci, coccoloni e pacifici.

Allo scopo, è bene selezionare con cura gli esemplari riproduttori: sono da preferire quelli che sono sempre stati abituati al contatto con l’uomo, condividendo con lo stesso – ancora meglio se con bambini piccoli – giochi, coccole, amore e dedizione gli uni per gli altri.

Ricordiamo, infatti, che questi gatti sono per loro inclinazione portati a stare bene con i bimbi, anzi, questa loro predisposizione si rende molto spesso principale motivo di scelta da parte dei nuovi acquirenti.

Pedigree: da richiedere sempre all’allevatore

Il pedigree è un documento indispensabile che ogni buon allevatore deve possedere.

In verità, in presenza di un allevamento Sacro di Birmania, si parla, più propriamente di pedigree al plurale: ogni gatto di razza deve possederne uno: esso documenta le linee di sangue che i vari gatti hanno, la provenienza e la possibile presenza di qualche tara genetica.

Trattasi di un vero e proprio documento d’identità: da esso si può risalire ai suoi antenati, e reca con sé il nome dell’allevatore e dell’allevamento da cui proviene.

Il rilascio dello stesso, da parte di ogni allevatore, è indispensabile, al di là che l’allevamento Sacro di Birmania sia messo in piedi per far nascere gattini da compagnia o da riproduzione/esposizione.

Il consiglio è, dunque, quello di osservare scrupolosamente tutti i menzionati accorgimenti: ogni possibile “tara” in capo ad un singolo Sacro di Birmania potrebbe andare infatti a inficiare generazioni intere.

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