Che cos’è lo standard?

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La scelta di una particolare razza canina significa apprezzare determinate caratteristiche di una razza rispetto a un’altra. Questa scelta però non deve avvenire solo per motivi estetici ma anche per il tipo di carattere.

L’elenco delle caratteristiche di ciascuna razza sono appunto indicate nello “standard di razza” che descrive il cane di razza ideale come esempio da seguire.

Lo standard di una razza solitamente viene indicato dalle istituzioni che la tutelano nel paese di origine e deve essere approvato in Italia dall’ente nazionale (ENCI) e a livello internazionale dalla federazione FCI. Le diverse tipologie di razze sono il risultato di una scelta operata dall’uomo che ha selezionate alcune caratteristiche rispetto ad altre per finalità diverse come bellezza, lavoro, compagnia.

L’insieme delle caratteristiche morfologiche e caratteriali che una razza deve avere viene appunto definito “standard”. Uno standard può fornire diversi dettagli sulle singoli parti anatomiche del cane, elencando le possibili varianti (colore del mantello), le tolleranze ammesse (altezza minima e massima), i pregi, i difetti fino a dare il limite dopo il quale si esclude la riproduzione.

Attraverso il processo di addomesticamento per mano dell’uomo, si è passati dal lupo selvatico al cane domestico e grazie all’allevamento selettivo sono state raggiunte grandi biodiversità. Se dovesse venir meno il rispetto degli standard si perderebbero le differenze di ciascuna razza.

Particolari caratteristiche di una razza possono essere difetti per un’altra. Ad esempio un Boxer, per essere in standard, deve avere mascelle prognate, morfologia che in un Dobermann non è accettata. Il cranio ampio e quadrato del Bobtail rispetto invece a quello ovale e stretto nel Levriero Afghano.